PERCORSI TRAIL
Corto da 10 km, lungo da 24 km e un nuovo itinerario medio da 17 km.
PERCORSO CORTO

Il percorso corto attraversa i Borghi Medioevali di Filetto e Mocrone , sale verso località Cà Sola, Vaggia e poi scende ancora verso Mocrone per poi risalire al suggestivo Castello di Malgrate. Rientra infine verso Filetto attraverso i prati del Piano di Mocrone. Questo percorso può soddisfare i trail runner ma anche tutti coloro che apprezzano una piacevole camminata magari in compagni di familiari o amici

Caratteristiche del percorso
Lunghezza 12 km
Dislivello 250  mt
Sterrato 50%
Difficoltà
Località attraversate

Nel borgo è visibile l’impianto originario, oggi la piazza di Sopra, strutturato in forma quadrilatera e difeso da quattro torri cilindriche, di cui una ancora perfettamente individuabile. Il primo nucleo, venute meno le funzioni militari, venne adattato a residenza fortificata ed in seguito esteso, con ripetuti interventi fino al XVII secolo.
Al borgo si accede da due porte monumentali, di cui la porta Sud del XVI secolo, rifatta nel 1700 con bugnato a punta di diamante. Sulla piazza della chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo si trova il Palazzo dei Marchesi Ariberti, massiccio edificio seicentesco unito al borgo e alla chiesa da due eleganti passaggi aerei di collegamento, e sul lato opposto della piazza il Convento dei Frati Ospitalieri, vasto complesso del XVII secolo, con un bel chiostro interno in parte distrutto e rimaneggiato.
Nelle vicinanze del borgo si trova l’oratorio di San Genesio del XVI secolo, nella misteriosa selva di Filetto, nella quale sembra si svolgessero feste e incontri tribali già nella preistoria e dove sono state rinvenute numerose statue stele.

Mocrone è un centro rurale di fondovalle posto lungo la via che porta a Malgrate. Citato già nel 1355 come Mocoronum, forse deve il suo nome al latino “mucrone”, ossia punta, indicando per estensione la lingua di terra o il costone dell’appennino in cui venne fondato.
Il piccolo abitato si snoda lungo una stretta via che dalla piazza porta alla chiesa nuova. Più in alto, non lontano si incontra l’oasi di Nostra Signora di Fatima, recente cappella del 1993 e quindi la piccola chiesa di San Maurizio. Circondata dal cimitero, risale al XIII-XIV secolo ed è costruita in bozze di pietra squadrata.
Mocrone accoglie nella piazza d’entrata un monumento dello scultore Riccardo Rossi dedicato ad Alberico Benedicenti (1866 Mondovì -1961 Mocrone), farmacologo e biologo di fama internazionale. Nei pressi anche la bella casa Benedicenti.

(fonte terredilunigiana.com)

Il borgo di Malgrate si trova su un colle posto nella piana che contraddistingue i dintorni, ben visibile con la torre del castello.
Malgrate venne edificato in due epoche distinte. Nella prima, all’inizio del XIV secolo, venne costruito il castello da Nicolò Malaspina con la torre alta 25 metri, la parte ovest con la casa di Giovanni Antonio Da Faje, storiografo del XV secolo, e i due accessi. Nella seconda, nel XVI secolo, venne costruita la porta principale ad est e la casa di Bonaventura Pistofilo, umanista coevo del Da Faje, oltre alle abitazioni del borgo erette addosso alle mura trecentesche della rocca.

(fonte terredilunigiana.com)

PERCORSO MEDIO

I primi 4 Km sono comuni al percorso Corto, poi anzichè scendere verso Mocrone si continua a salire fino a Località Numbria .
Da qui si imbocca un sentiero tecnico nel bosco che conduce fino al Borgo di Canale; si prosegue verso Orturano dove ci si ricongiunge al percorso corto, quindi “Acquedotto di Mocrone”, Castello di Malgrate salendo dalla “Monta” e poi giù piano di Mocrone, località “Bottaccio” e via fino all’arrivo!

Caratteristiche del percorso
Lunghezza 12 km
Dislivello 250  mt
Sterrato 70%
Difficoltà ✪✪
Località attraversate

Nel borgo è visibile l’impianto originario, oggi la piazza di Sopra, strutturato in forma quadrilatera e difeso da quattro torri cilindriche, di cui una ancora perfettamente individuabile. Il primo nucleo, venute meno le funzioni militari, venne adattato a residenza fortificata ed in seguito esteso, con ripetuti interventi fino al XVII secolo.
Al borgo si accede da due porte monumentali, di cui la porta Sud del XVI secolo, rifatta nel 1700 con bugnato a punta di diamante. Sulla piazza della chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo si trova il Palazzo dei Marchesi Ariberti, massiccio edificio seicentesco unito al borgo e alla chiesa da due eleganti passaggi aerei di collegamento, e sul lato opposto della piazza il Convento dei Frati Ospitalieri, vasto complesso del XVII secolo, con un bel chiostro interno in parte distrutto e rimaneggiato.
Nelle vicinanze del borgo si trova l’oratorio di San Genesio del XVI secolo, nella misteriosa selva di Filetto, nella quale sembra si svolgessero feste e incontri tribali già nella preistoria e dove sono state rinvenute numerose statue stele.

Mocrone è un centro rurale di fondovalle posto lungo la via che porta a Malgrate. Citato già nel 1355 come Mocoronum, forse deve il suo nome al latino “mucrone”, ossia punta, indicando per estensione la lingua di terra o il costone dell’appennino in cui venne fondato.
Il piccolo abitato si snoda lungo una stretta via che dalla piazza porta alla chiesa nuova. Più in alto, non lontano si incontra l’oasi di Nostra Signora di Fatima, recente cappella del 1993 e quindi la piccola chiesa di San Maurizio. Circondata dal cimitero, risale al XIII-XIV secolo ed è costruita in bozze di pietra squadrata.
Mocrone accoglie nella piazza d’entrata un monumento dello scultore Riccardo Rossi dedicato ad Alberico Benedicenti (1866 Mondovì -1961 Mocrone), farmacologo e biologo di fama internazionale. Nei pressi anche la bella casa Benedicenti.

(fonte terredilunigiana.com)

Il borgo di Malgrate si trova su un colle posto nella piana che contraddistingue i dintorni, ben visibile con la torre del castello.
Malgrate venne edificato in due epoche distinte. Nella prima, all’inizio del XIV secolo, venne costruito il castello da Nicolò Malaspina con la torre alta 25 metri, la parte ovest con la casa di Giovanni Antonio Da Faje, storiografo del XV secolo, e i due accessi. Nella seconda, nel XVI secolo, venne costruita la porta principale ad est e la casa di Bonaventura Pistofilo, umanista coevo del Da Faje, oltre alle abitazioni del borgo erette addosso alle mura trecentesche della rocca.

(fonte terredilunigiana.com)

PERCORSO LUNGO

Il percorso lungo con i suoi 25 Km di distanza e 1.000 metri di dislivello è un percorso impegnativo dedicato a trail runner e camminatori esperti.
I primi 7 km circa sono comuni al percorso medio (quindi Filetto, Mocrone, Cà Sola, Numbria) dopodichè, arrivati ad Irola si sale a Biglio, poi sù ancora per fare il giro completo del Monte Biglio. Una volta concluso l’anello del monte si imbocca il sentiero che scende al Borgo di Canale dove ci si ricongiunge al percorso medio .
Si scene quindi a Orturano , Malgrate e si và all’arrivo attraverso il piano di Mocrone.

Caratteristiche del percorso
Lunghezza 25 km
Dislivello 1.000  mt
Sterrato 80%
Difficoltà ✪✪✪✪
Località attraversate

Nel borgo è visibile l’impianto originario, oggi la piazza di Sopra, strutturato in forma quadrilatera e difeso da quattro torri cilindriche, di cui una ancora perfettamente individuabile. Il primo nucleo, venute meno le funzioni militari, venne adattato a residenza fortificata ed in seguito esteso, con ripetuti interventi fino al XVII secolo.
Al borgo si accede da due porte monumentali, di cui la porta Sud del XVI secolo, rifatta nel 1700 con bugnato a punta di diamante. Sulla piazza della chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo si trova il Palazzo dei Marchesi Ariberti, massiccio edificio seicentesco unito al borgo e alla chiesa da due eleganti passaggi aerei di collegamento, e sul lato opposto della piazza il Convento dei Frati Ospitalieri, vasto complesso del XVII secolo, con un bel chiostro interno in parte distrutto e rimaneggiato.
Nelle vicinanze del borgo si trova l’oratorio di San Genesio del XVI secolo, nella misteriosa selva di Filetto, nella quale sembra si svolgessero feste e incontri tribali già nella preistoria e dove sono state rinvenute numerose statue stele.

Mocrone è un centro rurale di fondovalle posto lungo la via che porta a Malgrate. Citato già nel 1355 come Mocoronum, forse deve il suo nome al latino “mucrone”, ossia punta, indicando per estensione la lingua di terra o il costone dell’appennino in cui venne fondato.
Il piccolo abitato si snoda lungo una stretta via che dalla piazza porta alla chiesa nuova. Più in alto, non lontano si incontra l’oasi di Nostra Signora di Fatima, recente cappella del 1993 e quindi la piccola chiesa di San Maurizio. Circondata dal cimitero, risale al XIII-XIV secolo ed è costruita in bozze di pietra squadrata.
Mocrone accoglie nella piazza d’entrata un monumento dello scultore Riccardo Rossi dedicato ad Alberico Benedicenti (1866 Mondovì -1961 Mocrone), farmacologo e biologo di fama internazionale. Nei pressi anche la bella casa Benedicenti.

(fonte terredilunigiana.com)

Il borgo di Malgrate si trova su un colle posto nella piana che contraddistingue i dintorni, ben visibile con la torre del castello.
Malgrate venne edificato in due epoche distinte. Nella prima, all’inizio del XIV secolo, venne costruito il castello da Nicolò Malaspina con la torre alta 25 metri, la parte ovest con la casa di Giovanni Antonio Da Faje, storiografo del XV secolo, e i due accessi. Nella seconda, nel XVI secolo, venne costruita la porta principale ad est e la casa di Bonaventura Pistofilo, umanista coevo del Da Faje, oltre alle abitazioni del borgo erette addosso alle mura trecentesche della rocca.

(fonte terredilunigiana.com)

Irola si trova tra i torrenti Monia e Bagnone, sul lato sinistro del fiume Magra, del quale si godono suggestivi panorami. Il paese è diviso in due parti, Irola di Sopra ed Irola di Sotto, arrocati sul monte Biglio. Ad Irola di Sotto, si trova una casa torre a pianta quadrangolare, probabilmente anteriore all’anno 1000.
La chiesa parrocchiale di San Gimignano e il campanile si trovano nella stretta via di passaggio tra case di diverse altezze.

(fonte terredilunigiana.com)

Biglio è una piccola località di una decina di case, aggregata al comune di Bagnone. Già del feudo di Treschietto, è raggiungibile da Irola o da Gigliana. In epoca medievale, fu molto probabilmente caposaldo di transito sull’alta valle del torrente Monia. La parrocchia, é costituita da un oratorio dedicato a San Giacomo Maggiore.

(fonte terredilunigiana.com)