PERCORSO CORTO

25 Km circa

Il PERCORSO CORTO di circa 25 Km attraversa Filetto, Filattiera, Ponticello, Caprio e Mocrone, si svolge quasi completamente su territorio pianeggiante e all’80% sterrato ma senza difficoltà tecniche; è il percorso perfetto per tutti coloro che non vanno abitualmente in bici e che quindi non hanno nessun tipo di allenamento specifico infatti proprio per questi motivi è adatto anche ai bambini (dagli 8 anni in su) che devono essere assolutamente accompagnati da genitori o ”chi per essi”. Come diciamo sempre, abbiamo particolarmente a cuore questo percorso perché è da questa prima esperienza che abbiamo visto veramente tanta gente appassionarsi alla Mountainbike.

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Nel borgo è visibile l’impianto originario, oggi la piazza di Sopra, strutturato in forma quadrilatera e difeso da quattro torri cilindriche, di cui una ancora perfettamente individuabile. Il primo nucleo, venute meno le funzioni militari, venne adattato a residenza fortificata ed in seguito esteso, con ripetuti interventi fino al XVII secolo.
Al borgo si accede da due porte monumentali, di cui la porta Sud del XVI secolo, rifatta nel 1700 con bugnato a punta di diamante. Sulla piazza della chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo si trova il Palazzo dei Marchesi Ariberti, massiccio edificio seicentesco unito al borgo e alla chiesa da due eleganti passaggi aerei di collegamento, e sul lato opposto della piazza il Convento dei Frati Ospitalieri, vasto complesso del XVII secolo, con un bel chiostro interno in parte distrutto e rimaneggiato.
Nelle vicinanze del borgo si trova l’oratorio di San Genesio del XVI secolo, nella misteriosa selva di Filetto, nella quale sembra si svolgessero feste e incontri tribali già nella preistoria e dove sono state rinvenute numerose statue stele.

Il borgo fu fortificazione bizantina assieme a Filetto durante la guerra bizantino-longobarda. Sotto il dominio dei Malaspina, sulla collina di San Giorgio sorse un castello protetto da mura e dotato di torre centrale a protezione della via Francigena. Accanto al castello fu poi edificata la chiesa omonima, in stile romanico. Dell’antica struttura si conserva soltanto un’unica torre.
Nella seconda metà del XIV secolo i Malaspina iniziarono la costruzione di un altro castello all’ingresso del borgo. Nella parte alta del paese troviamo inoltre la chiesa di Santa Maria Assunta e l’edificio dell’antico Ospitale di San Giacomo d’Altopascio, indicato da una croce templare ricostruita sull’originale.
Nella parte bassa, lungo la statale della Cisa, si trova la millenaria pieve romanica di Sorano, al di sotto dell’antico sito di Castelvecchio, dove nei dintorni sono state ritrovate statue stele.

Il borgo medievale di Ponticello risale al XIV-XV secolo e si trova a circa 3 chilometri da Filattiera, lungo l’antico tracciato della Via Francigena. Si sviluppa interamente dietro l’oratorio dei Santi Rocco e Bernardo, fondato nel 1648. La sua facciata si trovava originariamente rivolta verso l’abitato, ma nel 1819, l’oratorio venne restaurato ed ampliato con l’aggiunta della cupola coperta di rame, mentre la facciata fu costruita verso l’esterno. Da vedere all’interno del borgo caratterizzato da archi a sesto acuto, a tutto tondo e a botte, che collegano le vie e le abitazioni, la casa torre risalente al X-XII secolo, tipica abitazione fortificata a 3 locali sovrapposti con entrata situata al primo piano, a cui si accedeva con una scala a pioli retrattile, mentre attraverso alcune botole si passava agli altri vani interni dove venivano custoditi acqua e riserve alimentari.
Il borgo di Ponticello si anima con la festa de “I Mestieri nel Borgo”, un appuntamento che rievoca tutti i mestieri più antichi grazie all’allestimento, nelle cantine e nei fondi del borgo, di spazi espositivi per artigiani locali che lavorano la pietra, il vimine, il legno.

Mocrone è un centro rurale di fondovalle posto lungo la via che porta a Malgrate. Citato già nel 1355 come Mocoronum, forse deve il suo nome al latino “mucrone”, ossia punta, indicando per estensione la lingua di terra o il costone dell’appennino in cui venne fondato.
Il piccolo abitato si snoda lungo una stretta via che dalla piazza porta alla chiesa nuova. Più in alto, non lontano si incontra l’oasi di Nostra Signora di Fatima, recente cappella del 1993 e quindi la piccola chiesa di San Maurizio. Circondata dal cimitero, risale al XIII-XIV secolo ed è costruita in bozze di pietra squadrata.
Mocrone accoglie nella piazza d’entrata un monumento dello scultore Riccardo Rossi dedicato ad Alberico Benedicenti (1866 Mondovì -1961 Mocrone), farmacologo e biologo di fama internazionale. Nei pressi anche la bella casa Benedicenti.

PERCORSO MEDIO

35 Km circa

Il PERCORSO MEDIO di circa 35 Km, inserito da due edizioni, è stato studiato per tutte quelle persone che si sentono pronte per affrontare un dislivello superiore al percorso corto e che soprattutto hanno già una preparazione di guida che gli permetta di affrontare i tratti tecnici della discesa finale.

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Nel borgo è visibile l’impianto originario, oggi la piazza di Sopra, strutturato in forma quadrilatera e difeso da quattro torri cilindriche, di cui una ancora perfettamente individuabile. Il primo nucleo, venute meno le funzioni militari, venne adattato a residenza fortificata ed in seguito esteso, con ripetuti interventi fino al XVII secolo.
Al borgo si accede da due porte monumentali, di cui la porta Sud del XVI secolo, rifatta nel 1700 con bugnato a punta di diamante. Sulla piazza della chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo si trova il Palazzo dei Marchesi Ariberti, massiccio edificio seicentesco unito al borgo e alla chiesa da due eleganti passaggi aerei di collegamento, e sul lato opposto della piazza il Convento dei Frati Ospitalieri, vasto complesso del XVII secolo, con un bel chiostro interno in parte distrutto e rimaneggiato.
Nelle vicinanze del borgo si trova l’oratorio di San Genesio del XVI secolo, nella misteriosa selva di Filetto, nella quale sembra si svolgessero feste e incontri tribali già nella preistoria e dove sono state rinvenute numerose statue stele.

Il borgo fu fortificazione bizantina assieme a Filetto durante la guerra bizantino-longobarda. Sotto il dominio dei Malaspina, sulla collina di San Giorgio sorse un castello protetto da mura e dotato di torre centrale a protezione della via Francigena. Accanto al castello fu poi edificata la chiesa omonima, in stile romanico. Dell’antica struttura si conserva soltanto un’unica torre.
Nella seconda metà del XIV secolo i Malaspina iniziarono la costruzione di un altro castello all’ingresso del borgo. Nella parte alta del paese troviamo inoltre la chiesa di Santa Maria Assunta e l’edificio dell’antico Ospitale di San Giacomo d’Altopascio, indicato da una croce templare ricostruita sull’originale.
Nella parte bassa, lungo la statale della Cisa, si trova la millenaria pieve romanica di Sorano, al di sotto dell’antico sito di Castelvecchio, dove nei dintorni sono state ritrovate statue stele.

Irola si trova tra i torrenti Monia e Bagnone, sul lato sinistro del fiume Magra, del quale si godono suggestivi panorami. Il paese è diviso in due parti, Irola di Sopra ed Irola di Sotto, arrocati sul monte Biglio. Ad Irola di Sotto, si trova una casa torre a pianta quadrangolare, probabilmente anteriore all’anno 1000.
La chiesa parrocchiale di San Gimignano e il campanile si trovano nella stretta via di passaggio tra case di diverse altezze.

Il borgo medievale di Ponticello risale al XIV-XV secolo e si trova a circa 3 chilometri da Filattiera, lungo l’antico tracciato della Via Francigena. Si sviluppa interamente dietro l’oratorio dei Santi Rocco e Bernardo, fondato nel 1648. La sua facciata si trovava originariamente rivolta verso l’abitato, ma nel 1819, l’oratorio venne restaurato ed ampliato con l’aggiunta della cupola coperta di rame, mentre la facciata fu costruita verso l’esterno. Da vedere all’interno del borgo caratterizzato da archi a sesto acuto, a tutto tondo e a botte, che collegano le vie e le abitazioni, la casa torre risalente al X-XII secolo, tipica abitazione fortificata a 3 locali sovrapposti con entrata situata al primo piano, a cui si accedeva con una scala a pioli retrattile, mentre attraverso alcune botole si passava agli altri vani interni dove venivano custoditi acqua e riserve alimentari.
Il borgo di Ponticello si anima con la festa de “I Mestieri nel Borgo”, un appuntamento che rievoca tutti i mestieri più antichi grazie all’allestimento, nelle cantine e nei fondi del borgo, di spazi espositivi per artigiani locali che lavorano la pietra, il vimine, il legno.

Mocrone è un centro rurale di fondovalle posto lungo la via che porta a Malgrate. Citato già nel 1355 come Mocoronum, forse deve il suo nome al latino “mucrone”, ossia punta, indicando per estensione la lingua di terra o il costone dell’appennino in cui venne fondato.
Il piccolo abitato si snoda lungo una stretta via che dalla piazza porta alla chiesa nuova. Più in alto, non lontano si incontra l’oasi di Nostra Signora di Fatima, recente cappella del 1993 e quindi la piccola chiesa di San Maurizio. Circondata dal cimitero, risale al XIII-XIV secolo ed è costruita in bozze di pietra squadrata.
Mocrone accoglie nella piazza d’entrata un monumento dello scultore Riccardo Rossi dedicato ad Alberico Benedicenti (1866 Mondovì -1961 Mocrone), farmacologo e biologo di fama internazionale. Nei pressi anche la bella casa Benedicenti.

PERCORSO LUNGO

45 Km circa

Il PERCORSO LUNGO con i suoi 45 Km e 1300 metri di dislivello è uno spettacolare percorso da granfondo realizzato per entusiasmare nel vero senso della parola tutti i bikers più esperti: salite da rampichino, paesaggi mozzafiato e single track da brivido! Il percorso passa da Filetto, Mocrone, Filattiera, Caprio e Ponticello, arriva fino in località Bosta attraverso i bellissimi borghi di Lusignana, Biglio ed infine Irola.

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Nel borgo è visibile l’impianto originario, oggi la piazza di Sopra, strutturato in forma quadrilatera e difeso da quattro torri cilindriche, di cui una ancora perfettamente individuabile. Il primo nucleo, venute meno le funzioni militari, venne adattato a residenza fortificata ed in seguito esteso, con ripetuti interventi fino al XVII secolo.
Al borgo si accede da due porte monumentali, di cui la porta Sud del XVI secolo, rifatta nel 1700 con bugnato a punta di diamante. Sulla piazza della chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo si trova il Palazzo dei Marchesi Ariberti, massiccio edificio seicentesco unito al borgo e alla chiesa da due eleganti passaggi aerei di collegamento, e sul lato opposto della piazza il Convento dei Frati Ospitalieri, vasto complesso del XVII secolo, con un bel chiostro interno in parte distrutto e rimaneggiato.
Nelle vicinanze del borgo si trova l’oratorio di San Genesio del XVI secolo, nella misteriosa selva di Filetto, nella quale sembra si svolgessero feste e incontri tribali già nella preistoria e dove sono state rinvenute numerose statue stele.

Mocrone è un centro rurale di fondovalle posto lungo la via che porta a Malgrate. Citato già nel 1355 come Mocoronum, forse deve il suo nome al latino “mucrone”, ossia punta, indicando per estensione la lingua di terra o il costone dell’appennino in cui venne fondato.
Il piccolo abitato si snoda lungo una stretta via che dalla piazza porta alla chiesa nuova. Più in alto, non lontano si incontra l’oasi di Nostra Signora di Fatima, recente cappella del 1993 e quindi la piccola chiesa di San Maurizio. Circondata dal cimitero, risale al XIII-XIV secolo ed è costruita in bozze di pietra squadrata.
Mocrone accoglie nella piazza d’entrata un monumento dello scultore Riccardo Rossi dedicato ad Alberico Benedicenti (1866 Mondovì -1961 Mocrone), farmacologo e biologo di fama internazionale. Nei pressi anche la bella casa Benedicenti.

Caprio si trova sulla parte destra dell’omonimo torrente. E’ un borgo molto caratteristico e per alcuni tratti ricorda l’architettura presente a Pontremoli. Fu infatti confine dell’unico comune medievale lunigianese, delimitato “ab utroque flumine Capriae”, dove l’altro torrente Caprio è l’odierno torrente Teglia. Tipiche sono le case torri medievali del borgo, come casa Moscatelli a Caprio di Sopra. Conserva bei portali in arenaria e la parte superiore presenta un borgo in galleria. La chiesa parrocchiale di Caprio si trova nella parte inferiore, dedicata a Santa Maria Assunta, lungo l’antica via Lombarda che portava al passo del Cirone. Secondo il Ferrari, prima dell’anno Mille venne donata all’abbazia di Brugnato insieme alla chiesa di Sant’Anna, oggi a Caprio di Sopra, ma anticamente annessa al castello di Sant’Anna, oggi scomparso, sulla collina a dominio dei due abitati, possedimento della famiglia feudale degli Alfieri.
Caprio passò al comune di Pontremoli, circondato dai domini dei Malaspina di Filattiera, per poi confluire nel Granducato di Toscana con i Medici.

Il borgo medievale di Ponticello risale al XIV-XV secolo e si trova a circa 3 chilometri da Filattiera, lungo l’antico tracciato della Via Francigena. Si sviluppa interamente dietro l’oratorio dei Santi Rocco e Bernardo, fondato nel 1648. La sua facciata si trovava originariamente rivolta verso l’abitato, ma nel 1819, l’oratorio venne restaurato ed ampliato con l’aggiunta della cupola coperta di rame, mentre la facciata fu costruita verso l’esterno. Da vedere all’interno del borgo caratterizzato da archi a sesto acuto, a tutto tondo e a botte, che collegano le vie e le abitazioni, la casa torre risalente al X-XII secolo, tipica abitazione fortificata a 3 locali sovrapposti con entrata situata al primo piano, a cui si accedeva con una scala a pioli retrattile, mentre attraverso alcune botole si passava agli altri vani interni dove venivano custoditi acqua e riserve alimentari.
Il borgo di Ponticello si anima con la festa de “I Mestieri nel Borgo”, un appuntamento che rievoca tutti i mestieri più antichi grazie all’allestimento, nelle cantine e nei fondi del borgo, di spazi espositivi per artigiani locali che lavorano la pietra, il vimine, il legno.

Irola si trova tra i torrenti Monia e Bagnone, sul lato sinistro del fiume Magra, del quale si godono suggestivi panorami. Il paese è diviso in due parti, Irola di Sopra ed Irola di Sotto, arrocati sul monte Biglio. Ad Irola di Sotto, si trova una casa torre a pianta quadrangolare, probabilmente anteriore all’anno 1000.
La chiesa parrocchiale di San Gimignano e il campanile si trovano nella stretta via di passaggio tra case di diverse altezze.

Cavallana, nelle vicinanze di Filattiera e a poca distanza da Caprio, entrò a far parte del comune nel 1865. Posto sotto la Rocca Sigillina, conserva un bel borgo in galleria e la chiesa dedicata a San Martino. Alla fine del ponte sul Caprio dove comincia la salita per il borgo, scende un sentiero sulla sinistra che porta al torrente, dove in estate è possibile rinfrescarsi in un ambiente naturale molto suggestivo. Cavallana fu acquistata nel 1546 da Cosimo I ai conti Noceti, per incorporarlo al territorio di Bagnone, di cui fece parte appunto fino al 1865.

Lusignana, nella vallata del Caprio, a sinistra dello stesso torrente, è una delle più elevate località poste nel versante toscano, alle pendici della catena appenninica del Monte Orsaro. E’ composta di due frazioni denominate Vignolo e Posponte. La vallata ha pascoli, prati e boschi verdeggianti, percorsi da numerosi torrentelli.
Di aspetto prevalentemente rurale, il paese ha origini abbastanza antiche, specialmente, la villa di Posponte, probabilmente primo nucleo del casale di Lusignana. Già dominio del marchese Spinetta Malaspina di Fosdinovo, si diede nel 1477 alla Repubblica Fiorentina. Nel 1549 faceva invece parte del feudo malaspiniano di Filattiera del marchese Bernabò, figlio di Manfredi che la vendette a Cosimo I. La chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio si trova alle pendici del Monte Marmagna. E’ posta a circa metà strada tra le due frazioni ed ha l’aspetto, nella parte esterna, di una pieve. Una data incisa sull’architrave del portale di arenaria della chiesa attuale reca l’indicazione dell’anno 1646. Nel paese si trova una raccolta di oggetti e attrezzi della civiltà contadina dell’alta Val di Caprio, intitolata a Mario Nadotti. E’ visitabile agli inizi di agosto durante la festa del paese. Superando Lusignana, a controllo della strada che da Filattiera andava nella valle del Parma attraverso il passo del Cirone, troviamo i ruderi di Monte Castello, databile approssimativamente tra la metà del VI secolo e la metà del VII.

Gigliana si trova a pochi chilometri da Filattiera, sulla strada per Lusignana, svoltando a destra al bivio tra Caprio e la stessa Gigliana, dopo aver superato il santuario di San Rocco.
Gigliana fece parte del comune di Filattiera a partire dal 1865, staccandosi dal comune di Bagnone. Nel Medioevo, era parte del feudo dei Malaspina di Filattiera. In epoca longobarda, Gigliana era toccata dall’antica strada lombarda.
Da rimarcare nel borgo, un frammento di statua stele di stile arcaico, murato nel 1749 nel campanile della chiesa di San Michele.

Biglio è una piccola località di una decina di case, aggregata al comune di Bagnone. Già del feudo di Treschietto, è raggiungibile da Irola o da Gigliana. In epoca medievale, fu molto probabilmente caposaldo di transito sull’alta valle del torrente Monia. La parrocchia, é costituita da un oratorio dedicato a San Giacomo Maggiore.

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