Castagna Trail

All’estremo Nord della Toscana, tra i monti dell’Appennino Tosco Emiliano ed il mar Ligure, troverete una terra dal fascino selvaggio con le sue cime dolci , la natura mozzafiato , i borghi antichi e una storia millenaria che tinta dei colori dell’autunno vi offrirà uno spettacolo che difficilmente potrete dimenticare !!! CastagnaBike, CastagnaTrail, la Lunigiana … vi aspetta !!

Il Castagna Trail è un evento volto alla promozione del territorio Lunigianese e dello sport in natura valorizzando le risorse turistiche, gastronomiche e naturalistiche dei Comuni di Villafranca, Bagnone e Filattiera.
L’evento rimarrà sempre nella formula non competitiva e sarà possibile affrontare i percorsi, rispettivamente di 12 e 25 Km, in modalità Trail Running oppure tranquillamente in camminata libera senza più tratti da fare in concomitanza con i biker.
Rispetto alla scorsa edizione, oltre a migliorare i percorsi con tratti i panoramici , verranno raddoppiati i punti ristoro e verrà indicato il Kilometraggio

PERCORSO CORTO

12 Km circa

Quella di quest’anno sarà la seconda edizione della CastagnaTrail! Lo avevamo promesso quindi ci siamo impegnati al massimo per cercare di apportare migliorie sui percorsi infatti abbiamo pensato ad un anello ancora più panoramico e piacevole. Il percorso corto è lungo 12 Km, ha 280 metri di dislivello positivo e si sviluppa per l’80% su fondo sterrato:rispetto all’edizione scorsa, oltre ai Borghi di Filetto, Mocrone e Malgrate attraversa anche Canale e Numbria.

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Nel borgo è visibile l’impianto originario, oggi la piazza di Sopra, strutturato in forma quadrilatera e difeso da quattro torri cilindriche, di cui una ancora perfettamente individuabile. Il primo nucleo, venute meno le funzioni militari, venne adattato a residenza fortificata ed in seguito esteso, con ripetuti interventi fino al XVII secolo.
Al borgo si accede da due porte monumentali, di cui la porta Sud del XVI secolo, rifatta nel 1700 con bugnato a punta di diamante. Sulla piazza della chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo si trova il Palazzo dei Marchesi Ariberti, massiccio edificio seicentesco unito al borgo e alla chiesa da due eleganti passaggi aerei di collegamento, e sul lato opposto della piazza il Convento dei Frati Ospitalieri, vasto complesso del XVII secolo, con un bel chiostro interno in parte distrutto e rimaneggiato.
Nelle vicinanze del borgo si trova l’oratorio di San Genesio del XVI secolo, nella misteriosa selva di Filetto, nella quale sembra si svolgessero feste e incontri tribali già nella preistoria e dove sono state rinvenute numerose statue stele.

Malgrate Lunigiana è uno dei borghi medievali più antichi della Lunigiana ed è situato ai piedi dell’appennino Tosco-Emiliano (250 m s.l.m.). È dominato da un antico castello dotato di una slanciata torre cilindrica alta circa 25 metri. Fu sede dell’antico, omonimo marchesato dei Malaspina dello Spino fiorito.

Mocrone è un centro rurale di fondovalle posto lungo la via che porta a Malgrate. Citato già nel 1355 come Mocoronum, forse deve il suo nome al latino “mucrone”, ossia punta, indicando per estensione la lingua di terra o il costone dell’appennino in cui venne fondato.
Il piccolo abitato si snoda lungo una stretta via che dalla piazza porta alla chiesa nuova. Più in alto, non lontano si incontra l’oasi di Nostra Signora di Fatima, recente cappella del 1993 e quindi la piccola chiesa di San Maurizio. Circondata dal cimitero, risale al XIII-XIV secolo ed è costruita in bozze di pietra squadrata.
Mocrone accoglie nella piazza d’entrata un monumento dello scultore Riccardo Rossi dedicato ad Alberico Benedicenti (1866 Mondovì -1961 Mocrone), farmacologo e biologo di fama internazionale. Nei pressi anche la bella casa Benedicenti.

PERCORSO LUNGO

25 Km circa

Il percorso lungo con i suoi 25 Km di distanza e 800 metri di dislivello è un percorso impegnativo soprattutto dal punto di vista tecnico .
I primi 5 km circa sono in comune al percorso corto dopodichè, arrivati ad Irola si sale a Biglio, poi su ancora per un tratto completamente nuovo fino al monte “Biglio” e quindi giù per la “Via del Volto Santo” e Vico Valle dove attraversando il canale ci si dirige a Stazzone poi ad Agnetta e quindi Orturano. Da Orturano si và verso Vaggia dove ci si ricongiunge col percorso corto e quindi si affronta la mulattiera che conduce ai piedi del Castello di Malgrate dove ci si potrà gustare un paesaggio meraviglioso …infine Mocrone e quindi rientro a Filetto!

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Nel borgo è visibile l’impianto originario, oggi la piazza di Sopra, strutturato in forma quadrilatera e difeso da quattro torri cilindriche, di cui una ancora perfettamente individuabile. Il primo nucleo, venute meno le funzioni militari, venne adattato a residenza fortificata ed in seguito esteso, con ripetuti interventi fino al XVII secolo.
Al borgo si accede da due porte monumentali, di cui la porta Sud del XVI secolo, rifatta nel 1700 con bugnato a punta di diamante. Sulla piazza della chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo si trova il Palazzo dei Marchesi Ariberti, massiccio edificio seicentesco unito al borgo e alla chiesa da due eleganti passaggi aerei di collegamento, e sul lato opposto della piazza il Convento dei Frati Ospitalieri, vasto complesso del XVII secolo, con un bel chiostro interno in parte distrutto e rimaneggiato.
Nelle vicinanze del borgo si trova l’oratorio di San Genesio del XVI secolo, nella misteriosa selva di Filetto, nella quale sembra si svolgessero feste e incontri tribali già nella preistoria e dove sono state rinvenute numerose statue stele.

Mocrone è un centro rurale di fondovalle posto lungo la via che porta a Malgrate. Citato già nel 1355 come Mocoronum, forse deve il suo nome al latino “mucrone”, ossia punta, indicando per estensione la lingua di terra o il costone dell’appennino in cui venne fondato.
Il piccolo abitato si snoda lungo una stretta via che dalla piazza porta alla chiesa nuova. Più in alto, non lontano si incontra l’oasi di Nostra Signora di Fatima, recente cappella del 1993 e quindi la piccola chiesa di San Maurizio. Circondata dal cimitero, risale al XIII-XIV secolo ed è costruita in bozze di pietra squadrata.
Mocrone accoglie nella piazza d’entrata un monumento dello scultore Riccardo Rossi dedicato ad Alberico Benedicenti (1866 Mondovì -1961 Mocrone), farmacologo e biologo di fama internazionale. Nei pressi anche la bella casa Benedicenti.

Irola si trova tra i torrenti Monia e Bagnone, sul lato sinistro del fiume Magra, del quale si godono suggestivi panorami. Il paese è diviso in due parti, Irola di Sopra ed Irola di Sotto, arrocati sul monte Biglio. Ad Irola di Sotto, si trova una casa torre a pianta quadrangolare, probabilmente anteriore all’anno 1000.
La chiesa parrocchiale di San Gimignano e il campanile si trovano nella stretta via di passaggio tra case di diverse altezze.

Biglio è una piccola località di una decina di case, aggregata al comune di Bagnone. Già del feudo di Treschietto, è raggiungibile da Irola o da Gigliana. In epoca medievale, fu molto probabilmente caposaldo di transito sull’alta valle del torrente Monia. La parrocchia, é costituita da un oratorio dedicato a San Giacomo Maggiore.

Il paese di Vico si trova a monte di Bagnone, lungo la valle del torrente Fiumenta. È formato da diverse località : Vico Chiesa, Vico Valle, Vico Montale, Vico Canneto e Vico Monterole. È importante per essere divenuto nel 1351 la prima sede dei marchesi Malaspina di Treschietto, con Giovanni detto Berretta, figlio di Niccoló Malaspina del ramo di Filattiera. Vico, insieme a Treschietto e Iera aveva diritto di nominare rappresentanti senza il parere dei quali i Marchesi non potevano imporre tributi: “gli ordinamenti di Vico”. Successivamente Giovanni si installò nel castello di Treschietto, ma Vico rimase sotto il dominio malaspiniano fino quasi alla metà del 1700, con Ferdinando Malaspina. Alla sua morte il Granduca di Toscana, i Malaspina di Filattiera e il Fisco Imperiale reclamarono il feudo. Nel 1747 l’imperatore Francesco I decise che il feudo passasse alla Camera Imperiale e l’anno stesso lo donò al conte Carlo Emanuele di Nay e di Richecourt. Nel 1789 morto il Conte il feudo ritornò all’impero e quindi a Pietro Leopoldo Granduca di Toscana.
La parrocchia di Vico, dedicata a Santa Maria Assunta, viene ricordata per la prima volta alla fine del XIII secolo da Geo Pistarino ne Le pievi della diocesi di Luni, come dipendenza della pieve di Sorano di Filattiera.

Orturano si trova nella parte occidentale del comune di Bagnone, lungo la strada che porta a Corlaga. Comprende le vicine località di Canale, Giunasco, Nombria e Vaggia. Orturano seguì fino al 1351 le sorti dei Malaspina di Filattiera e con la suddivisione del feudo tra i vari discendenti, passò sotto Malgrate. Verso il 1500, estinguendosi il ramo Malaspina di questo feudo, il borgo passò sotto gli Ariberti di Cremona e poi verso la fine del secolo XVII ai Freganeschi. Orturano divenne quindi possedimento del Granduca di Toscana, dei francesi e alla caduta di questi, di Villafranca. Negli ultimi decenni del 1800, Bagnone annesse Orturano dopo una consultazione popolare.
Il paese è diviso un due parti, Orturano di Sotto o Orturano Chiesa e Orturano di Sopra. La chiesa dedicata a Santa Maria Assunta in Cielo risale alla seconda metà del Cinquecento, ha pianta a croce greca, di stile barocco. Tra i due abiti, lungo l’antica mulattiera che li univa, si trova un antico oratorio dedicato a San Giuseppe. Il borgo di sopra è più caratteristico, con numerosi portali in pietra arenaria e tratti di borgo in galleria.
Nella vicina località Canale, la più elevata del paese, ci sono antiche abitazioni, con bei portali e stemmi di famiglie tra le quali i Bernabovi, i Berni e i Landini. Canale fu una stazione militare d’osservazione, con una torre di avvistamento, della quale non rimane più traccia.

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